E' il momento dell'unità degli europei non delle divisioni nazionaliste.

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UNA DIFESA COMUNE DELL'UE PER PROTEGGERE I SUOI CITTADINI

Appello dei cittadini europei per una difesa comune europea

 

Di fronte alla crescente instabilità mondiale, di fronte al mutato orientamento geopolitico dell'amministrazione USA, di fronte all'impossibilità di intervenire in modo efficace per risolvere i conflitti, dall'invasione dell'Ucraina alla guerra di Gaza, che minano la stabilità e la sicurezza dell'Europa, “gli europei devono finalmente assumersi la responsabilità della propria sicurezza”. Questo è l'appello lanciato a tutti i cittadini e le cittadine europee, un appello per una Difesa comune europea che siete tutti invitati a sottoscrivere.

 

Leggi e sottoscrivi l'appello

 


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 Europa il rischio di un compromesso inaccettabile

[EPA-EFE ROBERT GHEMENT]

I compromessi, si sa, per definizione scontentano tutti. Ma permettono anche a ciascuno di tornare a casa propria ed affermare che ha ottenuto, seppur parzialmente, qualcosa di significativo. Il Consiglio Europeo (che si apre questa settimana), chiamato a decidere sulle sorti dell’Europa nel prossimo futuro, pronunciandosi all’unanimità (quindi necessariamente sulla base di compromessi) sia sul Recovery Plan per l’uscita dall’emergenza sia sul bilancio per i prossimi sette anni, sta portando avanti una partita pericolosa. Per noi cittadini europei, naturalmente, non per i governi che dovrebbero rappresentarli.

La partita è stata resa esplicita dal Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel: accettare la proposta della Commissione per un Recovery Plan da 750 miliardi ma allo stesso tempo lasciare il bilancio della UE per il periodo 2021-2027 all’1,07% del PIL, come indicato dall’accordo raggiunto nell’epoca pre-Covid.

Una notizia accettata con favore dalla maggior parte dei commentatori italiani, presumibilmente perché salvaguarda la nostra richiesta più urgente (allineata su questo punto a quella di Commissione e Parlamento): i 750 miliardi sul Recovery Plan.

Una notizia che dovrebbe invece essere accolta negativamente da tutta la società civile europea, se intende davvero essere espressione dei bisogni dei cittadini europei. E che dovrebbe essere rigettata dal Parlamento Europeo (aveva chiesto un bilancio al 1,3% del Pil), che almeno su questo ha l’ultima parola.

L’emergenza pandemica non dovrebbe far dimenticare che un bilancio collettivo all’1% del Pil non è sufficiente (né lo sarà in futuro) per finanziare beni collettivi “pubblici” europei, necessari perché l’Europa diventi un soggetto capace di governare, non subire, la competizione globale e di soddisfare le aspettative dei suoi cittadini.

Non si tratta più soltanto di dare un segnale politico di solidarietà europea, che nel contesto pandemico dovrebbe essere ormai scontato. Né si tratta solo di salvaguardare i livelli di spesa per programmi (come Erasmus+, Europa creativa, Citizens for Europe, etc) che hanno dato prova di fornire un aiuto cruciale alla creazione ed al consolidamento di un’identità europea, che fa ancora fatica ad emergere. Né si tratta solo di dare concreta attuazione al Green Deal della Commissione, altrimenti destinato a rimanere lettera morta (o moribonda, se parte del Recovery Plan verrà utilizzata per la transizione verde).

Si tratta invece di immaginare e mettere in atto un grande piano di investimenti pubblici e privati, in grado di mobilitare decine di migliaia di miliardi di euro: 15-20 punti di Pil. Da finanziare con il ricorso ai mercati finanziari internazionali ed a nuove risorse proprie comuni. Con tutti gli strumenti già oggi a disposizione: bilancio pluriennale, Mes, Bei; anche inventandosene qualcuno nuovo. Proposte in tal senso non mancano: da quella di Alfonso Iozzo di usare proprio il Mes come leva per investimenti da 4.000 miliardi a favore di infrastrutture sociali, culturali, di trasporto, etc a vantaggio dei sistemi locali più dinamici; a quella di Corrado Passera di estendere il bilancio a 5.000 miliardi, finanziandolo con emissioni di debito collettivo garantite da risorse proprie, per realizzare infrastrutture di rilevanza europea.

Questi sono i numeri; questa è la scala di interventi oggi necessari. E la maggior parte di essi passa per un bilancio collettivo. Il resto sono le consuete discussioni fittizie fra “frugali” e “solidali”, buone solo per alimentare il dibattito sui media, non per risolvere i problemi dell’economia europea: retoriche che ormai non dovrebbero incantare più nessuno.

La partita è altra, molto più ampia; e certo delicata. Dipende anche dalla capacità di ciascun sistema politico nazionale di “vendere” narrazioni ad-hoc che non risultino indigeste ai propri elettori (quindi, a titolo di esempio, far digerire la solidarietà europea ai paesi nordici, così come far digerire agl’italiani una qualche forma di condizionalità collettiva sulle risorse europee). E questo richiede tempo; il che lascia immaginare che non basterà la riunione del Consiglio di questa settimana per risolvere i nodi sul tavolo.

Ma, per quanto ci piacerebbe che l’Europa desse un segno concreto, immediato e solidale di risposta alla crisi, i compromessi (e i loro tempi di preparazione e negoziazione) sono inevitabili in un contesto decisionale all’unanimità. Un elemento che dovrebbe suggerire come il primo passo, decisivo, perché l’Europa diventi adulta sia cancellare l’unanimità da ogni decisione collettiva.

L’emergenza pandemica (peraltro ancora in corso) non sarà servita a nulla se non cambierà in profondità il modo con cui la Ue concepisce lo stare insieme, con cui dà corpo ed anima ad una – finora in gran parte virtuale – identità europea. E proprio quando decide sulle risorse, su come raccoglierle e come spenderle, un insieme di individui diventa una comunità.

Europa la lenta marcia verso una democrazia sovranazionale

[EPA-EFE KENZO TRIBOUILLARD / POOL]

Quando, dopo che nel 1984 il Parlamento di Strasburgo aveva approvato a larga maggioranza l’ambizioso “Trattato Spinelli” per una riforma in senso federale dell’Europa, nel 1986 il Consiglio Europeo approvò l’Atto Unico, Spinelli commentò: “La montagna ha partorito un topolino”. Il gigante Europa aveva dimostrato i piedi d’argilla di una costruzione fragile, affidata ai veti incrociati dei governi, ai risentimenti degli Stati nazionali, invece che agli interessi condivisi dei cittadini europei.

Qualunque risultato uscirà dal Consiglio si potranno dare due giudizi, opposti. Si potrà dire, con buona ragione, come ha fatto ieri dalle colonne del Corriere Mario Monti, che in ogni caso avremo raggiunto un risultato storico; perché per la prima volta l’Europa avrà accettato di ragionare in maniera collegiale e solidale, impegnandosi a sottoscrivere in comune degli impegni finanziari per una ripresa collettiva.

Ma si potrà, altrettanto a ragione, dire che si poteva fare di più. Perché, ad esempio, la Commissione e il Parlamento, che rappresentano collegialmente i cittadini europei, avevano assunto unitariamente la decisione di chiedere di più. Si potrà dire, insomma, che ancora una volta la montagna ha partorito un topolino.

Il punto è che la montagna non è affatto una montagna. Può sembrare, vista da lontano. In realtà è solo un insieme confuso di topolini, aggrappati l’uno sull’altro; costretti a stare aggrappati per cercare di illudere il resto del mondo di aver di fronte un gigante minaccioso e combattivo. Ma un insieme di topolini non può che partorire un topolino, più o meno grande che sia.

Per essere una montagna, un vero gigante, capace di assumersi le responsabilità che le competono di fronte alla Storia, agli altri attori nella competizione globale e di fronte ai propri cittadini, una montagna dovrebbe essere coesa, granitica. Un soggetto capace di scelte collettive, non un insieme di interessi di singoli governi nazionali, occasionalmente dotati del potere di mettere il veto sulle scelte di una maggioranza.

Dopo settant’anni d’integrazione e tre giorni di negoziati nell’unico organo decisionale che decide davvero in Europa, il Consiglio, credo sia ormai evidente a tutti che questa Europa, così com’è stata costruita, non può funzionare. Perché l’unanimità implica compromessi, calcoli ragionieristici su cosa scambiare per ottenere qualcosa; valori contro soldi, privilegi contro sussidi.

Certo, può emergere qualche risultato positivo, un segnale di speranza. Ma solo dopo un’emergenza pandemica globale; un crollo atteso del Pil del 10%; centinaia di migliaia di morti. Non è una buona premessa per lo stare insieme.

Comunque si voglia giudicare il risultato del Consiglio, quando emergerà un compromesso definitivo, la verità è che siamo ancora in mezzo al guado. Schiacciati fra ventisette democrazie nazionali che non sono in grado di affrontare e risolvere i problemi (né chiudendosi insieme in una stanza, né – ancora meno – singolarmente) ed una democrazia europea che potrebbe affrontarli ma che è ancora in cosruzione.

Questa è la sfida che ancora oggi ci sta di fronte: cancellare il diritto di veto da ogni decisione collettiva; spostare l’asse delle decisioni verso gli organi che rappresentano i cittadini, come Parlamento e Commissione, piuttosto che concentrarli sul Consiglio (dove si scontrano gli interessi dei singoli governi); creare un sistema di risorse proprie, in grado di sostenere nel tempo un maggior bilancio per produrre beni pubblici europei; dotare la Ue delle competenze per essere attore credibile sulla scena mondiale, con una propria difesa, una politica industriale decentrata ma strategicamente orientata, in un’ottica multilivello.

Insomma, l’Europa che noi cittadini vogliamo è ancora tutta da costruire. Oggi, comunque vada il negoziato, sarà stato compiuto un passo avanti. Ma sarà solo il primo di una serie, che ci auguriamo lunga e fruttuosa, verso una piena democrazia sovranazionale.

“MARCIA PER L'EUROPA”

- Roma 25 Marzo 2017 -

 

LOGO MarchforEurope2017Il 25 Marzo 2017 ha segnato il 60° anniversario dei Trattati di Roma, i Trattati che hanno istituito la Comunità Economica Europea e l'EURATOM.

Negli ultimi 60 anni il processo di integrazione europea ha compiuto notevoli passi avanti, intervallati talvolta da incredibili passi indietro, in un processo lento ma inesorabile che a partire dal ricordo ancora fresco dell'immane tragedia della II Guerra Mondiale ha condotto i paesi europei verso una comunità di azioni e di obiettivi quale non ha pari oggi nel mondo. Eppure l’Unione europea rimane una costruzione incompleta, che rischia di franare sotto la pressione di molteplici crisi locali e globali e dall’ascesa del populismo e del nazionalismo. Il 25 Marzo, i Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europa riuniti nella capitale italiana per un Consiglio Europeo straordinario sono stati chiamati a ricordare e nello stesso tempo a riconfermare alla luce del nuovo millennio quegli stessi principi di pace e condivisione di intenti sanciti dai Trattati.

 

In quell’occasione il CesUE, insieme a tutti gli altri promotori dell'evento, ha invitato i cittadini di tutti i paesi europei a venire a Roma e partecipare alla “Marcia per l’Europa” per mostrare il proprio sostegno al progetto europeo e chiedere un rilancio dell’Unità politica del continente in cui vivono.

 

Tutti i cittadini sono invitati a firmare questo appello, che è stato promosso dai filosofi Roberto Castaldi e Daniel Innerarity e firmato nel primo giorno da oltre 1500 personalità provenienti dal mondo accademico, dalla società civile, dalla comunità imprenditoriale, dalle istituzioni di tutta l'UE ed oltre.

Tra i firmatari vi sono alcuni tra i più importanti accademici europei dei loro settori, figure rilevanti della società civile, molti dei quali avevano ruoli rilevanti nelle istituzioni, tra cui Romano Prodi, ex Presidente della Commissione e ex Primo Ministro italiano; Enrico Letta, ex Primo Ministro italiano; José Luis Rodríguez Zapatero, ex Primo Ministro spagnolo; Enrique Barón Crespo, ex Presidente del Parlamento Europeo; Pascal Lamy, ex Commissario e Direttore generale dell'OMC; Anna Diamantopoulou, ex Ministro e ex Commissario europeo; Hans Eichel, ex Ministro tedesco; Edmond Alphandéry, ex Ministro francese; Klich Bogdan, ex Ministro polacco e ex MEP; Diaconescu Cristian, ex Ministro rumeno e molti altri ex ministri, membri di istituzioni europee e nazionali, ecc.

 

UNA RISPOSTA EUROPEA ALLA MINACCIA DEL CORONAVIRUS,
PER MOSTRARE CHE L'UNIONE EUROPEA È UNA VERA COMUNITÀ, CON UN DESTINO COMUNE

Noi, cittadini europei, siamo consapevoli che il Covid-19 è una minaccia comune, in grado di colpire un paese alla volta, ma destinato a cambiare il nostro modo di vita e i nostri sistemi economici come in una guerra.

Noi, cittadini europei, siamo preoccupati da questa minaccia; ed ancor più dalla cacofonia, l’egoismo e l’autodistruttiva miopia di differenti, non coordinate, risposte nazionali. E dalla mancanza di visione dei nostri leader europei, che fingono di non sapere che, data la nostra reciproca interdipendenza, abbiamo bisogno di una politica europea unica, con misure di contenimento rigide della pandemia, ed un piano a livello di UE per far ripartire l’economia europea una volta passata l’emergenza.

Noi, cittadini europei, denunciamo che l’attuale UE è una Res Publica incompleta, quindi non sufficientemente attrezzata per affrontare questa sfida, con le poche competenze che ha per affrontare la pandemia. Prendiamo quindi atto con soddisfazione della decisione della Commissione di fornire 25 miliardi per la lotta contro questa minaccia, ed allo stesso tempo di consentire maggiore flessibilità ai bilanci nazionali. Ma non è abbastanza.

Chiediamo alla Commissione ed al Parlamento Europei di proporre, ed ai governi nazionali di adottare (ad iniziare dalla riunione dell’Eurogruppo del 16 marzo, e da un Consiglio Europeo straordinario da convocare subito dopo) le seguenti azioni urgenti, utilizzando anche le clausole passerella e le formule semplificate per la revisione dei Trattati previste dal Trattato di Lisbona:

  1. Fare della salute pubblica e del contrasto all’epidemia una competenza concorrente della UE, soggetta alla procedura legislativa ordinaria, e fornendo alla Commissione i poteri necessari per coordinare la risposta all’epidemia.
  2. Allargare lo scopo del Meccanismo Europeo di Stabilità per finanziare il rafforzamento immediato dei sistemi sanitari europeo e nazionali per affrontare la pandemia, che minaccia anche la stabilità economica e finanziaria della UE.
  3. Abolire l’obbligo di pareggio di bilancio della UE e creare un Safe Asset europeo da emettere per il finanziamento di un piano pan-europeo per la promozione della ripresa economica e della coesione sociale alla fine dell’emergenza.
  4. Spostare le questioni fiscali alla procedura legislativa ordinaria ed adottare nuove risorse proprie – come la tassa (e le tariffe) sulle emissioni di carbonio, sul digitale, sulle transazioni finanziarie – per finanziare il bilancio europeo (o lo strumento budgetario dell’area euro, se la decisione potesse essere adottata unicamente a quel livello).
  5. Adottare immediatamente il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, portando il bilancio almeno all’1,3% del PIL europeo, come richiesto dal Parlamento Europeo, sulla base dell’attuale struttura del finanziamento del bilancio; e con la previsione di raggiungere il 2% con le nuove risorse proprie per assicurare la fornitura di cruciali beni pubblici europei.
  6. Trasformare la prevista Conferenza sul Futuro dell’Europa in una vera e propria Convenzione Europea per stilare un nuovo Patto Costituzionale fra i cittadini europei e gli Stati membri.

Noi, cittadini europei, riteniamo che questa sia un’ora cruciale per la UE. La percezione collettiva della UE sarà influenzata per anni dalla risposta a questa crisi. È il momento di mostrare che la UE è una comunità di valori con un destino comune, l’assicurazione sulla vita per i suoi cittadini e gli Stati membri di fronte ad un mondo turbolento ed a minacce politiche, economiche e sanitarie globali. È venuto il tempo per compiere passi coraggiosi e comuni per sconfiggere la paura. È il tempo per l’unità europea, non per le divisioni nazionali.

 

 

Disponibile anche in lingua:

 

Ad oggi oltre 11000 persone hanno firmato l’Appello, tra cui:

Romano Prodi, former President of the European Commission, former Italian Prime Minister; Enrico Letta, Dean of the Paris School of International Affairs at Sciences Po, President of the Jacques Delors Institute, former Italian Prime Minister; Giuliano Amato, Judge of the Italian Constitutional Court, former Prime Minister; José Luis Rodríguez Zapatero, former Prime Minister of Spain; Mahmoud Gebril, former Prime Minister of Lybia; Enrique Barón Crespo, Chair Jean Monnet ad personam, former President of the European Parliament; Pascal Lamy, Honorary President Jacques Delors Institute, former European Commissioner, former Director-General of World Trade Organization; Anna Diamantopoulou, President To Diktio, former European Commissioner and Greek Minister; Ferdinando Nelli Feroci, President Istituto Affari Internazionali, former European Commissioner; Edmond Alphandéry, former French Minister; Laura Garavini, Presidente Commissione difesa del senato; Klich Bogdan, Polish Senator, former Minister of Defence, former MEP; Maria Chiara Carrozza, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, former Rector, former Italian Minister; Hans Eichel, former German Finance Minister; Piero Fassino, President Centro Studi di Politica Internazionale; Vice President Foreign Affairs Committe of the Chamber of Deputies in Italy, former Italian Minister; Elsa Fornero, University of Turin, Scientific Coordinator of CeRP - Collegio Carlo Alberto, Vice President of SHARE and Research Fellow of IZA and Netspar, former Italian Minister; Pier Carlo Padoan, former Italian Minister and former OECD; Franco BASSANINI, Chairman Astrid Foundation, former italian Minister; Corrado Clini, former italian Ministro dell'Ambiente; Juan F. Lopez Aguilar, MEP, Professor of Constitutional and European Law, former Minister of Justice; Yannis Maniatis, former Greek Minister of Energy and Environment, Ass. Prof. University of Piraeus; Dimitrij Rupel, Nova univerza Ljubljana; former Slovenian Foreign Minister; Diaconescu Cristian, former romanian Minister of Foreign Affairs; Margarida Marques, MEP, Vice-Chair Committee on Budgets, former Secretary of State Of European Affairs in Portugal; Kostadin Kostadinov, former bulgarian Deputy Minister of Education and Science; Nicos Christodoulakis, Professor, former Minister for Economy and Finance of Greece; Konstantinos Simitsis, Vice Governor of Development - Region of East Macedonia and Thrace; Michael Bloss, MEP; Cristina Comencini, scrittrice e regista; Gaetano Quagliarello, Luiss University, Senatore; Tatjana Rojc, Senatrice della Repubblica Italiana; Gianni Marilotti, Senatore della Repubblica Italiana; Lia Quartapelle, Research Fellow at ISPI, Deputata; Massimo Ungaro, Deputato; Jo Leinen, Former MEP, former President of the Spinelli Group, the European Movement International, the Union of European Federalists; Hans-Jürgen Zahorka, Chief editor, European Union Foreign Affairs Journal (EUFAJ), former MEP; Alessia Mosca, former MEP; Leperre-verrier Odile, former MEP; Sandro Gozi, President of the Union of European Federalists, Member of the European Parliament, former Italian Under-secretary of state; Gian Paolo Accardo, Founder of VoxEurope; Alberto Alemanno, École des Hautes Études Commerciales (HEC) Paris; Founder and Director, the Good Lobby; Philippe C. Schmitter, Emeritus Professor of the Department of Political and Social Sciences at the European University Institute; Stefano Micossi, College of Europe, General Director ASSONIME; Giorgio Anselmi, Presidente Movimento Federalista Europeo; Daniele Archibugi, Acting Director, IRPPS - Italian National Research Council; Giampiero Gramaglia, gionalista italiano, Consigliere Scientifico dello IAI, ex direttore ANSA, ex direttore IAI; Sylvie Guillaume, MEP; Brando Benifei, MEP, Head of the Italian delegation in the Socialist and Democrat Group, Board of the Spinelli Group; Domenec Ruiz Devesa, MEP; Vítor Bento, Instituto Superior de Ciências Sociais e Políticas Universidade de Lisboa; former Director of the Foreign Department of the Portuguese Central Bank; former General Director of Treasury, President of Junta de Crédito Público and member of the European Monetary Committe; Martin Hojsik, MEP; Patrizia Toia, MEP; Olivier Chastel, MEP; Trillet-Lenoir Veronique, Medical Doctor and MEP; Katalin Cseh, MEP; Damian Boeselager, MEP, co-founder and former vicepresident of Volt Europe; Isabel Santos, MEP; Bütikofer Reinhard, MEP; Julije Domac, FEDARENE President, Special Adviser of Croatian President for Energy and Climate; Jürgen Klute, former MEP; Chara KEFALIDOU, member of the Greek Parliament, former Vice-Prefect of Athens; Patrick KAFKA, Ministry for Economics, Baden Wurttenberg, Germany; Andrea Biondi, Professor of European Union Law, Director Centre of European Law, Dickson Poon School of Law, Kings College London; Stefano Boeri, President Triennale di Milano; Full professor Urbanistica Politecnico di Milano; Adanela MUSARAJ, FAO High Level Expert on food safety and food security; Luca Bollito, CEO di Autec Service; Michele Bonello, CEO Europe di Principle AS; Pierre Brunet, Directeur du Département des Masters de Droit public de l'Ecole de droit de la Sorbonne; Laura Mirachian, Ambasciatrice; Nicola Gasperini, CEO Destination Italia; Riccardo Casale EC officer, AD SOGIN SpA; Susanna Cafaro, Università del Salento, Vice-President of the Italian Society of International and European Law (SIDI); Innocenzo Cipolletta, President Assonime, former director general of Confindustria; Carlos Closa, European University Institute, former Director of the European, Transnational and Global Governance research area; former Deputy Director at the Centre for Political and Constitutional Studies (CEPC) in Madrid, and member of the Venice Commission for Democracy through Law of the Council of Europe; Stefan Collignon, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, former Harvard and London School of Economics, former Director Association for the Monetary Union of Europe; Roberto LIVI, Professore Universitario, Presidente Società Italiana di Fisica Statistica; Laura Ammannati, Professor of Economics Law, Jean Monnet Chair in EU Energy Regulation and Policy, founder of ADDE; Claudio Corbino, Chairman di Associazione Diplomatici; Ineta Dabašinskienė, Vytautas Magnus University Lithuania; Luigi Daniele, University of Rome "Tor Vergata"; Pier Virgilio Dastoli, President Italian Council of the European Movement; Gordana Djurovic, Jean Monnet professor – University of Montenegro, President Montenegrin Pan-European Union; Andrew Duff, President of the Spinelli Group, Visiting Fellow European Policy Centre, former Member of the European Parliament; Dimitrios Kairidis, Greek Member of Parliament, Professor of International Relations at Panteion/NN Director; Michel Dumoulin, Université catholique de Louvain, Member of the Académie royale des Sciences, des Lettres et des Arts de Belgique, Member of the Academia Portuguesa de Historia; Rafał Dymek, President Polska Fundacja Robert Schuman; Sergio Fabbrini, Director School of Government at Luiss University; Franco Bruni, senior professor Dept of Economics, Bocconi University; Cynthia Fleury philosophe et psychanalyste française; John Erik Fossum, Arena Center for European Studies, Oslo; Michele Valensise, President of German-Italian Center for the European Dialogue Villa Vigoni; Monica Pesce, Managing Director VVA Group; Flavio Brugnoli, Direttore del Centro Studi sul Federalismo, Torino; Pietro Gargiulo, University of Teramo; Paolo Garonna, Luiss G. Carli University; Marco Giovannini, CEO di Guala Closures; Ulrike Guerot, Danube University Krems, Founder of the European Democracy Lab in Berlin; István Hegedűs, Chairman Hungarian Europe Society; Aldo Kaslowski, Chairman of Organik holding, former Vice-President of Tusiad (Association of Turkish Business); Nico A. Heller, Democracy School; Guillaume Klossa, writer, founder of EuropaNova and Civico Europa, Sherpa to the reflection group on the future of Europe 2020-2030, former Director at the European Broadcasting Union; Paolo Magagnotti, President, European Journalists Association-The Communication Network; Gemma Carbó Ribugent, Directora Museu de la Vida Rural- Fundació Carulla Presidenta ConArte Internacional; Anna Krasteva, New Bulgarian University and CERMES, editor-in-chief of Journal Southeastern Europe; Paul Jaeger, Former Chairman Association Jean Monnet – Paris; Peter Jambrek, President of the New University, Slovenia; Cristophe Leclerque, Founder of Euractiv Network, President of Euractiv Foundation; Francesca Longo, University of Catania, President Società Italiana di Scienza Politica; Alice Stollmeyer, Executive Director of Defending Democracy; Felipe Criado-Boado, Professor of Archaeology in Spanish CSIC, President of the European Association of Archaeologists; Quentin Peel, British Journalist/commentator; Paolo Magri, Director Istituto per gli Studi di Politica Internazionali (ISPI); Sylwia Majkowska-Szulc, University of Gdańsk, Secretary Polish Association of European Law; Hansen Barbara, Interreg Programme Manager; Fabio Masini, Roma Tre University, Jean Monnet Chair, Co-director International Centre for European and Global Governance (CesUE); Ľubor Matejko, Head Russian and East European Studies Department Comenius University of Bratislava; Myrta Merlino, TV journalist; Karel Schwarz, President of the European Anti-Poverty Network Czech Republic; Giovanni Moro, Chairman of Cittadinanza Attiva; Andrea Bairati, Presidente AIRI - Associazione Ricerca Industriale Italiana; Attilio Navarra, Ceo Italiana Costruzioni; Kalypso Nicolaidis, University of Oxford; Ignacy Niemczycki, President of the Geremek Foundation; Claus Offe, Hertie School of Governance in Berlin; Gianfranco Pasquino, University of Bologna, Johns Hopkins Bologna Center and Fellow of the Accademia dei Lincei; Vladimiro Zagrebelski, Carlo Alberto College in Turin, former Judge of the European Court of Human Rights; Fabienne Péraldi Leneuf, Sorbonne Law School; Piero Tortola professor University of Groningen, the Netherlands; Otto Pfersfmann, Directeur d’Etudes Ecoles des Hautes Etudes en Sciences Sociales / Lier-FYT Paris; Mikolaj Pietrzak, Dean of the Warsaw Bar Association of Advocates; Geneviève Pons, Director General of Europe Jacques Delors Institute; Vesselin Popovski, Professor and Vice Dean Jindal Global Law School, Haryana, India; Valerie Sternberg, Co-President of Volt Europe;Francesca Ratti, coprésident of Civico Europa; Gianpaolo Maria Ruotolo, Università di Foggia; Massimo Santomauro, CFO di Tecnocap; Saskia Sassen, Robert S. Lynd Professor of Sociology, Columbia University; Roberto Saviano, scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano; Peter Schiffauer, Deputy Director Dimitris-Tsatsos-Institut for European Constitutional Sciences, Fernuniversität in Hagen; Giuseppe Scognamiglio, Chairman East-West European Institute; Richard Sennett, OBE FBA; Visiting Professor, The Senseable Cities Lab, MIT, Chair, Council on Urban Initiatives, United Nations Habitat; Chair, Theatrum Mundi; Ingrid Shikova, Head of Jean Monnet Centre of Excellence European Studies Department, Sofia University "St.Kliment Ohridski"; Mario Telò, Professor at LUISS-Guido Carli University, member of the Royal Academy of sciences, Bruxelles; former advisor to the European Commission; Umberto Morelli, professore ordinario Università di Torino, titolare cattedra Jean Monnet, responsabile Centro di Eccellenza Jean Monnet; Anna Mastromarino, Professore Associato di Diritto Pubblico Comparato, Università di Torino, co-Direttore dell'Osservatorio dell’Associazione dei costituzionalisti italiani; Enzo Siviero, Rector eCampus University, Architect; Christoph Strecker, Judge, Founder of MEDEL (Magistrats Européens pour la Démocratie et les Libertés); Allain Terrenoire, Président de l'Union Paneuropéenne Internationale; Arnaud Thysen, Director European Business Summit; Nathalie Tocci, Director Istituto Affari Internazionali, former Advisor to VP/HR Federica Mogherini; Luisa Trumellini, Segretario generale Movimento Federalista Europeo; Nadia Urbinati, Columbia University, editorialist La Repubblica; Edoardo Greppi, ordinario di Diritto internazionale Università di Torino; Paolo Vacca, Secretary general Union of European Federalists; Elisa Baroncini, Università di Bologna; Livio Vanghetti, Executive Vice President of Philip Morris; Mario Di Napoli, Segreteria Generale della Camera dei Deputati; Annamaria Viterbo, University of Turin; Anna Wessely, ELTE University of Budapest, President of the Hungarian Sociological Association, Editor-in-chief of BUKSZ - The Budapest Review of Books; Fabio R. Zucca, Sindaco comune di Belgioioso (Pavia - Italia), Ricercatore Cattedra Jean Monnet Università degli Studi dell'Insubria; Stefano Zamagni, Università di Bologna; Cesare Fregola, Presidente CNCP - Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti; Bénédicte Zimmermann, Directrice d'études at the EHESS Paris; Roger Casale, Secretary General, New Europeans; Francesco Gui, professore straordinario in Storia dell’Europa orientale Facoltà di Lettere e Filosofia Università "La Sapienza" di Roma; Antonella Braga, Professoressa e scrittrice, ricercatrice all'Istituto storico della Resistenza di Novara "Piero Fornara"; Angela Villani, Full Professor, History of International Relations, University of Messina; Claudio Cressati, professor at Department of Law University of Udine, Director of Studies, Erasmus Mundus Master of Arts EUROCULTURE; Sneska Quaedvlieg-Mihailovic, Secretary General EUROPA NOSTRA; Tegovski Jovan, Macedonian Ambassador; Renate Reiter, scientist, University of Freiburg; Bujon Anne-Lorraine, Chercheur associée de l'Ifri, french editor; Fodor Sylvie, Executive Director CEPIC; Marco Mugnaini, professore Dipartimento di Giurisprudenza Università di Pavia; Daniela Irrera, University of Catania, President of the European Research Association, Chair of the ECPR Standing Group on International Relations; Giuliana Laschi, University of Bologna, Jean Monnet Chair ad personam, President of Jean Monnet Center of Excellence; Renate Müller-Wolf, Europa-Union Aschaffenburg, Herrn Dieter Schornick; Theodora Avgolidou, Chair Hellas Press Media; Piet STEEL, Honoray Ambassador of Belgium; DELOIRE Eric, Maire adjoint commune d'Etampes; Daniela Boccadoro Ameri, Presidente Americommunications - vice presidente piccola confindustria Genova - comitato scientifico Silver Economy Forum - giornalista direttore testata; Anita Natascia Bernacchia, Communication officer for Più Europa, Brussels; Elisabeth Tourneix Pallme, Président Pulse of Europe Toulouse; Cédric Van Styvendael, Président Housing Europe; Raymond VanholderActing Chairman of the European Chronic Disease Alliance; Professor Emeritus at Ghent University, Founding President of the Belgian Society of Nephrology; Jorge Chaminé, Musician, President founder of Centre Européen de Musique; Ambassador for Peace of the UN 2030NOW goals; David Wouters, lawyer at DeLoitte Legal; Joachim ROTH, EU Officer; Pedro Nuno Kettmann de Carvalho; Friederike Schier, President Volt Germany; Kathrine RICHTER, Country Lead of Volt Danmark; Riccardo Casale EC officer, AD SOGIN SpA;Anne Chamayou, Vice-President Volt France; Stanka PARAĆ DAMJANOVIĆ, Director Alda; Barabas Miklos, director European House Hungary; Valentina Sommella, ricercatrice di Storia delle Relazioni internazionali, professore aggregato di Storia e culture dell'Asia orientale, Università di Perugia; Tomás Molina, Coordinator for Latin America to the UNPA Campaign; Jean-Bernard Bros, Adjoint à la Maire de Paris; Manservisi Stefano, Senior Advisor EU Think Tanks and Foundations; Jürgen Grote, former Marie Curie Chair in Political Science, Charles University, Prague; Eszter Nagy, former diplomat, secretary gen. of UEF Hungary; Potito Genova, Generale dell'Esercito Italiano; Victor Viñuales, executive Director Fundación Ecología y Desarrollo; Luigi de Vecchi, Banker; Giuseppe Cucchi, former Generale di Corpo d’Armata dell'Esercito Italiano; Jelka Stergel, director of Festival of European and Mediterranean Film;

“A Genuine European Union to Ensure Welfare, Security and Democracy”

- Università di Roma Tre, 24 Marzo 2017 -

 

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Il convegno, organizzato dal CesUE e dall'Università di Roma Tre e promosso dai fautori dell'Appello "Una vera Unione Europea per garantire il benessere, la sicurezza e la democrazia"  ha visto la partecipazione, tra gli altri, degli ex-premier italiani, Enrico Letta e Mario Monti, del Primo Ministro dell'Estonia, Jüri Ratas e del Presidente del Comitato delle Regioni, Markku Markkula.

Il convegno ha rapprentato il culmine dell'iniziativa nota come "Appello degli Intellettuali Europei", la raccolta di firme lanciata il 13 Febbraio 2017 in tutta Europa intorno all'Appello "Una vera Unione Europea per garantire il benessere, la sicurezza e la democrazia", ed ha rappresentato uno degli eventi accademici più rilevanti tra quelli connessi alla "MARCIA PER L'EUROPA" che si è svolta il successivo 25 Marzo 2017 lungo le vie del centro storico della capitale italiana in occasione del 60° anniversario dei Trattati di Roma.

- Piattaforma per la raccolta delle adesioni all'Appello

- programma del Convegno “A Genuine European Union to Ensure Welfare, Security and Democracy”

- programma della Marcia per l’Europa

- programma delle iniziative europee collegate alla Marcia per l’Europa

 


 

UNA DIFESA COMUNE DELL'UE PER PROTEGGERE I SUOI CITTADINI

Appello dei cittadini europei per una difesa comune europea

 

Di fronte alla crescente instabilità mondiale, di fronte al mutato orientamento geopolitico dell'amministrazione USA, di fronte all'impossibilità di intervenire in modo efficace per risolvere i conflitti, dall'invasione dell'Ucraina alla guerra di Gaza, che minano la stabilità e la sicurezza dell'Europa, “gli europei devono finalmente assumersi la responsabilità della propria sicurezza”. Questo è l'appello lanciato a tutti i cittadini e le cittadine europee, un appello per una Difesa comune europea che siete tutti invitati a sottoscrivere.

 

Leggi e sottoscrivi l'appello